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La Dieta Chetogenica per Dummies e Esperti – parte 2

Ritorniamo a parlare della mia amata dieta chetogenica, e in particolare del suo utilizzo per il calo di peso.

Innanzitutto, un ripassino veloce dei concetti più importanti esposti nell’articolo precedente (link):

  1. Che cos’è la dieta chetogenica?
    La dieta chetogenica è una dieta che provoca l’innalzamento nel sangue dei livelli di corpi chetonici. Tecnicamente, questo si verifica quando nella dieta riduciamo l’apporto dei carboidrati sotto i 30 grammi al giorno (per semplicità, carboidrati = zuccheri).
  2. Che cosa sono i chetoni?
    I chetoni sono 3 molecole (acetone, acetato e β-idrossibutirrato) che vengono prodotti principalmente nel fegato dai grassi quando siamo a digiuno o in una dieta in cui l’apporto di carboidrati è estremamente basso.
  3. 3Quale fu la prima applicazione clinica della dieta chetogenica?
    La dieta chetogenica venne anzitutto studiata e applicata come terapia per l’epilessia farmaco-resistente. Oggi è utilizzata come strumento terapeutico in molti altri ambiti grazie alla sua potente azione antinfiammatoria, antiossidante e immuno-modulante.
  4. Quando è stata inventata la dieta chetogenica?
    La dieta chetogenica è vecchia come il mondo e ha consentito la sopravvivenza della specie umana durante i periodi di carestia. Nessuno l’ha inventata! Tuttavia, nel corso degli anni sono stati “inventati” diversi protocolli di dieta chetogenica che si differenziano in base alle calorie, alla quantità di proteine e al tipo e alla quantità di grassi utilizzati. Questi protocolli sono stati creati sia per la cura dell’epilessia sia per il trattamento dell’eccesso di peso.

Andiamo al dunque…

Le diete chetogeniche sono utilizzate per il calo di peso dal 1800, quando il chirurgo William Harvey curò l’obesità del prospero impresario di pompe funebri londinese Sir William Banting con una dieta molto povera di carboidrati, ricca di grassi e con un moderato contenuto proteico.

Il signor Banting, entusiasta dei risultati, nel 1863 pubblicò un piccolo libro intitolato “Letter on Corpulence, Addressed to the Public” (in italiano “Lettera sull’eccesso di peso, indirizzata al pubblico”) per descrivere la dieta miracolosa.

Da quella prima formulazione di dieta chetogenica, negli anni vennero creati diversi protocolli chetogenici per il calo di peso.

Oggi il più usato è il rigido protocollo VLCKD, caratterizzato da diverse fasi che si differenziano sia per le calorie assunte che per il tipo di alimenti consentiti.

Tuttavia, il calo di peso nelle diete chetogeniche NON è legato solo alla riduzione calorica.

Vale a dire che sono presenti altri meccanismi peculiari che si attivano solo durante questo tipo di diete e che partecipano alla loro azione dimagrante. In particolare è stato dimostrato che:

  • I corpi chetonici riducono l’appetito e questo facilita l’aderenza alla dieta, la riduzione della quantità di cibo assunta e quindi una diminuzione delle calorie. La sensazione di NON avere fame o di dimenticarsi di mangiare è un effetto comune di queste diete
  • In dieta chetogenica aumentano i meccanismi lipolitici (cioè di utilizzo dei grassi a scopo energetico) e si riducono quelli di liposintesi (cioè l’accumulo di grassi). Questo è dimostrato dalla diminuzione del quoziente respiratorio a riposo (si misura dai gas respiratori analizzando la percentuale di ossigeno e anidride carbonica). Questo aspetto è di particolare interesse per gli sportivi, cioè per chi vuole mantenere la forza e il tono muscolare e allo stesso tempo calare di peso,
  • Le diete chetogeniche, a differenza delle diete ipocaloriche standard, non provocano il rallentamento del metabolismo basale da cui dipende il nostro dispendio energetico totale (lo possiamo immaginare come il consumo del motore di una macchina accesa quando resta ferma). Questo effetto è dato dal mantenimento della massa muscolare grazie all’assunzione di un’adeguata quota proteica,
  • Durante le diete chetogeniche vengono utilizzate anche le proteine a scopo energetico e questo è un processo energeticamente dispendioso. Questo costo energetico accelera quindi la perdita di peso. Proprio per questo motivo, la quota proteica che viene dei protocolli chetogenici è mediamente più alta rispetto a quella utilizzata nelle classiche diete ipocaloriche.


Dieta chetogenica e reni

Una domanda che spesso mi viene rivolta è: «ma la dieta chetogenica è iperproteica e danneggia i reni?»

Per quanto riguarda il rischio di possibile danno renale durante il metabolismo proteico, dobbiamo anzitutto sottolineare che le diete chetogeniche sono solo lievemente iperproteiche dal momento che non hanno come scopo quello di aumentare la massa muscolare. Questo rischio è virtualmente nullo in presenza di un protocollo formulato da un medico o da un nutrizionista che conosca bene i meccanismi fisiologici legati alle diete chetogeniche.

Inoltre, è necessario sottolineare che il nostro concetto di dieta iperproteica si basa sui LARN (vale a dire i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti) che prendono a riferimento la Dieta Mediterranea e raccomandano l’assunzione giornaliera di 0,75 grammi di proteine di elevata qualità biologica per chilogrammo di peso corporeo. L’assunzione di una quantità appena superiore di proteine è sufficiente ad attribuire a quella dieta la definizione di “iperproteica”. Non bisogna però dimenticare che il fabbisogno proteico varia in base allo stile di vita del soggetto, alla sua età, al suo stato fisiologico. Per chi segue una dieta ipoglucidica, come una dieta chetogenica, il fabbisogno è maggiore perché le proteine non servono solo a ripristinare la quantità di azoto eliminata durante il giorno dal normale metabolismo proteico (che ammonta in media a 7,5-20g), ma anche a scopo energetico. Per i vegetariani, per portare un altro esempio, il fabbisogno è più alto poiché devono introdurre una quota maggiore di proteine vegetali in modo da assicurare l’assunzione di quantità adeguate di amminoacidi essenziali. Anche i bambini, i ragazzi in crescita e le donne durante la gravidanza e l’allattamento necessitano di un maggiore apporto proteico.

Ci sono tantissimi approfondimenti legati al mondo delle diete chetogeniche e sarò felice di farveli scoprire durante i prossimi mesi. Dunque, restate connessi 🙂 e scrivetemi per conoscere le risposte ai vostri dubbi. Che poi… potrebbero non essere soltanto vostri!

Un caro abbraccio,

Alessandra Lodi


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