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Dopo la quarantena ricominciamo dalla base parlandovi di api, biodiversità e sistema immunitario

Kerixlab, il nostro laboratorio di idee, vuole essere una fonte di ispirazione e di riflessione per chiunque ricerchi la salute intesa come equilibrio non solo dentro di noi, ma anche tra noi e il mondo che ci circonda.

Abbiamo quindi deciso di iniziare quest’avventura con un articolo dedicato alle api perché questi preziosi insetti, essenziali per la vita sul nostro pianeta e per il mantenimento della nostra salute, stanno vivendo un momento di seria crisi.

Sul sito dell’ISPRA un interessante articolo parla chiaro: “l’84% delle specie di piante e l’80% della produzione alimentare in Europa dipendono in larga misura dall’impollinazione ad opera delle api (..)e nel corso degli ultimi anni in Italia si sono registrate perdite di api tra cento e mille volte maggiori di quanto osservato normalmente”.

“Ubi aps, ibi salus” dove le api, lì la salute

Plinio il Vecchio.

Le api sono essenziali per la vita sulla terra poiché dalla loro attività di impollinatori dipende il mantenimento e il miglioramento della biodiversità della flora, cioè la varietà di specie vegetali del pianeta, che a loro volta consentono la vita alle specie animali e quindi all’uomo.

Nel nostro corpo, la biodiversità di ciò che mangiamo si riflette nella varietà dei microrganismi presenti all’interno del nostro microbiota intestinale, noto anche come flora intestinale. La varietà del microbiota è una caratteristica fondamentale per il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario e quindi una dieta correttamente formulata non può non tener conto della biodiversità di ciò che decidiamo di mettere sul nostro piatto.

Se si riduce la biodiversità di ciò che mangiamo, avremo un deleterio impatto sul nostro microbiota che ci porterà ad avere un sistema immunitario sempre più debole e incapace di reagire all’attacco di nuovi agenti patogeni virali o microbici…

Le api, attive artefici della biodiversità, stanno morendo a causa di una combinazione di fattori tra cui l’utilizzo di pesticidi e la sempre maggiore diffusione delle monoculture che le costringono a nutrirsi sempre della stessa cosa per limitati periodi di tempo causando penuria di aree di bottinamento (le aree dove le api possono volare per raccogliere nettare e polline).

Per sapere qual è oggi la situazione delle api in Italia, abbiamo intervistato la Dott.ssa Sara Ruschioni, entomologa e Ricercatrice dell’Università Politecnica delle Marche.

Ciao Sara, qual è la situazione delle api oggi in Italia?

Fortunatamente l’Italia è una nazione molto eterogenea, ci sono regioni molto industrializzate, ma anche regioni in cui i Parchi Naturali non mancano. Quindi, parlare dell’Italia come un unico ambiente non è esatto. Certo è che, nelle aree di grande impatto antropico, le api stanno soffrendo parecchio, sia per la mancanza di biodiversità, sia per l’utilizzo e la produzione di sostanze che influenzano negativamente la loro salute e la loro attività quotidiana. Un altro problema in Italia è che, in questo momento, da parte di alcuni apicoltori, non c’è molto cura della tutela della biodiversità delle sottospecie autoctone di Apis mellifera. Se non si trova una soluzione a questa tendenza, il futuro delle api potrebbe essere messo a dura prova.

Quali sono i progetti di ricerca che stai seguendo a favore delle api?

In questo momento sono vari i progetti che stiamo portando avanti, per riuscire a capire quale sia la causa della moria delle api e come cercare di risolvere questo problema. Il progetto che preferisco, e che mi sta occupando molto, si chiama Nu-Hive. In pratica abbiamo creato delle arnie sensorizzate, collegate in remoto, così da poter studiare cosa accade dentro l’arnia, sia in campo, che in laboratorio. In pratica, siamo in continuo collegamento con le api. Registriamo il suono, la temperatura, l’anidride carbonica, il peso e facciamo dei video con telecamere posizionate in posti strategici dell’arnia. Le api non sono disturbate dai sensori, perché abbiamo ricreato delle nicchie naturali che non interferiscono con la struttura dell’alveare. Abbiamo anche verificato che la connessione da remoto non fosse, in qualche modo, di disturbo alle api. Da anni stiamo seguendo un apiario, cercando di associare le registrazioni dei dati con ciò che accade alla famiglia. Le api comunicano, comunicano tanto, con gli odori che producono, chiamati feromoni, con delle danze e anche con il suono. In questo momento ci siamo soffermati sullo studio del suono. Stiamo traducendo il loro messaggi sonori, dando ad essi dei significati biologici. Questo ci aiuterà a capire immediatamente quando le famiglie si trovano di fronte a situazioni critiche, ci avviseranno loro, come se facessimo parte del gruppo, dandoci la possibilità di agire immediatamente. Siamo solo agli inizi, ma, sicuramente, riuscire a comunicare con le api aiuterà noi ricercatori a comprenderle meglio e a far sì che il loro benessere torni ad essere la quotidianità.

Possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo per migliorare questa situazione?

Certamente, siamo come le api: ognuno di noi è indispensabile!

Possiamo piantare fiori profumanti e piante officinali nei nostri terrazzi o nei nostri giardini, le api ne vanno ghiotte! Possiamo tenere pulito l’ambiente in cui viviamo, essere il più possibile attenti ad ogni forma di inquinamento, cercando di ridurlo il più possibile. Dobbiamo cercare di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto lo abbiamo trovato, poi le api faranno il resto!

Le api sono apparse sulla terra da più di 100 milioni di anni fa, molto prima di noi, hanno una grande esperienza di vita, quindi, solo ascoltandole, osservandole e rispettandole, potremo farci spiegare da loro come rendere questo mondo bello come un prato fiorito.

Dott.ssa Sara Ruschioni

Sono una Ricercatrice della Facoltà di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche. Mi occupo di entomologia. Le mie ricerche spaziano dalla morfologia funzionale degli insetti, al controllo biologico fino ad arrivare agli insetti edibili, ma la mia passione più grande sono le api e gli impollinatori. Il mio motto, rubato a Plinio il Vecchio, è “ubi apis ibi salus”, dove sono le api lì c’è la salute.
Per descrivere ciò che faccio e perché lo faccio, ruberò le parole di un altro naturalista:

«…io li studio vivi. […] li faccio amare. […] osservo sotto il cielo azzurro al canto dei grilli e delle cicale. […] studio l’istinto in tutte le sue manifestazioni. […] analizzo la vita. Se io scrivo per gli scienziati e per i filosofi, che un giorno tenteranno di dipanare l’arduo problema dell’istinto, scrivo anche per i giovani ai quali desidero di far amare questa storia naturale.»

Jean-Henri Casimir Fabre (1823-1915) Sono fortunata, il mio lavoro è il mio hobby!

Noi di Kerixfarma abbiamo dedicato un pomeriggio della quarantena a piantare dei fiori adatti alle api nel retro della Farmacia all’Angelo e abbiamo adottato un alveare a distanza grazie alla fantastica iniziativa di 3Bee.

Tutti possiamo fare qualcosa per aiutare le api, segui il nostro esempio, il futuro del pianeta e la nostra salute dipendono solo da noi!

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